Il campeggio
il campeggio era finito. saliamo in macchina e partiamo verso Augusta: era ancora mattina ed avevamo tempo per vivere l’inizio della fine di quell’estate.
uno dei problemi più grandi delle amicizie tra maschi è la mancanza di intimità, si ha fino al periodo pre-adolescenziale e poi con il tempo va perdendosi.
in macchina no. in macchina con gli amici si crea sempre una certa intimità. si sceglie la musica, si guarda il panorama, si parla. quanto ci piace parlare. usare il nostro slang, prendere per il culo gli altri, parlare del campeggio. ci piace.
Posteggiamo, diamo da mangiare al piccione, agguanto l’ombrello e andiamo dagli altri.
Brian e Dario ci stavano aspettando, Manlio era già in acqua.
La scogliera mi ha sempre fatto paura.
A qualche metro di distanza c’era un faro.
Mi butto.
L’acqua è illibata. Vedo i pesci.
Tutti ci sdraiamo sui nostri teli.
credo che l’amicizia si fonda sui silenzi.
si fa tardi e c’è caldo. prendiamo da mangiare in un bar vicino al faro. si vede l’etna.
i 3 ragazzi tornano a casa. noi, no; è ancora presto.
mentre riposiamo vedo con gli occhi semichiusi un gruppo di ragazzi in età pre-adolescenziale. scherzano, si tuffano, usano il loro slang, prendono per il culo gli altri, parlano di campeggio. mi rendo conto che, alla fine, non sono così tanto distanti da noi.
Andiamo in macchina, si è fatto tardi.
Papà è lì che mi aspetta davanti casa di Matteo. Poso lo zaino, il materasso, le sedie e l’ombrello, si torna a casa.
