Il Blog di Mattia

Girasa

Piazza Dante 22.15. l’aspetto mentre fumo una sigaretta. È in ritardo.
È sotto due alberi che danno l’ingresso al monastero. Ho già finito di fumare da un po’, ma faccio finta di aspirare l’ultimo tiro e getto per terra la sigaretta mentre le vado incontro.
Lei, è girasa.
Ha, i capelli legati, due, lunghi orecchini e, una camicia bruna. Non ho fatto caso al resto. le sue, labbra creavano una sinusoide.
Guardavo: i suoi occhi. ghiacciai.
Avevo sete.
Mi sale dal petto.
Con gli occhi,
dentro i suoi occhi,
lo bevo con le lacrime, l’amore
a gocce,
come sangue d’innocenti.
È tardi. Pago per due.
La saluto. Guardo in alto: vedo delle seppie il nero. punti bianchi.
Forse è lì il senso.

2

14 giugno. 16.10 sono sotto casa sua. Rombo di motore.
Troviamo Sebastiano, un hippie dai capelli bianchi e un gran orecchino color oro che ci consegna all’isola. (La dimensione cambia)
Vento.
Odio il vento.
Sono davanti con Sebastiano. lei, ha le gote un po’ rosse. accenna un sorriso. forse è in imbarazzo.
Gli scogli sono scomodi.
Laura, con i capelli sciolti è ancora più bella. Sembra felice. Penso di essere felice.
Guardo i gabbiani.
Mangiamo girasa.
Parliamo.
Stiamo in silenzio.
Rumori: mare, gabbiani, lucertole dal collo rosso, barca con la musica reaggeton (odio).
18.55 ritorniamo sulla terra ferma. Salutiamo Sebastiano ed andiamo a mangiare una granita. Mi racconta del mare di Esbjerg, dei temperamenti affettivi in nord Europa e di quanto sia buono il pistacchio in questa granita. L’elemento è l’acqua: lo stato ghiacciato.
20.22
Ci abbracciamo. Incrocio il suo sguardo.
sono sotto casa sua. rombo di motore.
Ha i capelli pieni di salsedine. ne è rimasta un po' sui miei polpastrelli.

Forse zio Sebastiano ha ragione. lei, è una sirena.

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