Era olandese
Era olandese.
la vidi per la prima volta in cucina. indossava un jeans blu della Lee e una t-shirt skinny bianca.
era fin troppo per me.
mi prese a braccetto e mi disse: andiamo a ballare.
si, ballai con lei. non ho idea di cosa mi attirasse di lei, ma ancor di più di cosa attirassi io in lei.
la afferrai per la vita e le dissi all’orecchio: devo andare.
mi prese la mano. la strinse e mi disse sussurrando: non andare..per favore, rimani qui.
mi raccontò del perché era vegetariana, del panino col formaggio, del suo cane e del primo anno di università.
seduti e raggomitolati nella poltrona in vimini dentro la stanza di Linde, mi parlò della sua paura di sbagliare, dell’insicurezza delle proprie scelte e della frugalità del tempo.
chiuse la finestra, si sedette accanto a me e si addormentò. Mi ricordava mia sorella.
le diedi un bacio sulla fronte, la guardai per l’ultima volta e me ne andai.